Il primo: il 17 giugno, con quasi 3 mesi di ritardo, si è dimesso dalla carica di deputato, che ricopriva a Montecitorio, prima dell'elezione come governatore della regione Piemonte.
Il secondo: recentemente è stata accertata la falsità delle firme di una delle liste che lo sostenevano alle elezioni come governatore del Piemonte.
Il secondo: recentemente è stata accertata la falsità delle firme di una delle liste che lo sostenevano alle elezioni come governatore del Piemonte.
Cominciamo dal principio.
Il 17 giugno il giovane Cota si è (finalmente) dimesso dalla carica di deputato, dopo la sua elezione come governatore del Piemonte. Le dimissioni da uno dei due incarichi erano necessarie, in quanto la Costituzione sancisce (è l'unico caso purtroppo) l'incompatibilità di queste due cariche.
Cota quindi ha fatto una cosa buona, e gli si fanno i complimenti ovviamente, perchè al giorno d'oggi non è da tutti comportarsi come si deve.
Purtroppo con le sue elezioni è subentrata una "tragedia". Il suo posto come deputato è stato assunto da un certo Maurizio Grassano. Cosa non va in questo nuovo personaggio? Al giorno d'oggi potremmo dire niente, è solamente un altro politico indagato in più. Ebbenesì, questo Grassano è indagato per truffa aggravata e falso ai danni del Comune di Alessandria. Cos'ha fatto? Sembra che quest'uomo, presidente del consiglio municipale, abbia trasferito, sotto forma di rimborsi spese, 760.000 euro del comune alla società di cui lui è amministratore delegato. Una bella condotta per un politico, che ora invece di rubare al comune ruberà direttamente allo stato!!!
L'unica nota positiva di questa vicenda è che il capogruppo dei deputati della Lega, Marco Reguzzoni, non l'ha accolto nella compagine del Carroccio. Segno che evidentemente c'è qualcuno che finalmente inizia ad opporsi ai "politici vergogna". Purtroppo però Grassano rimarrà lo stesso a Montecitorio e cosa più grave, non dovrà rispondere delle sue azioni a nessun partito, è diventato un "politico fai da te"!
Parliamo ora della notizia più recente e pure più interessante. A seguito di un ricorso al TAR dell'opposizione, è stato scoperto che la lista "Pensionati per Cota", che sosteneva Cota alle regionali, non era regolare. Infatti 18 firme su 19 sono risultate false, i firmatari erano familiari o amici di Cota, ma in tribunale le spiegazioni di alcuni sono state ridicole e altri dichiarano apertamente di non aver firmato niente, senza contare che le varie perizie effettuate sulle firme rivelano la loro falsità. Questo "cavillo" come lo chiama il governatore, rischia di fargli perdere la poltrona acquistata irregolarmente. Anche perchè in aggiunta di ciò, si presenta il fatto che le elezioni sono state vinte con solo 9.000 voti di distacco dalla Bresso (candidata del PD), e solo la lista irregolare di Cota ne ha raccolti ben 27.000 di voti. Quindi in ogni caso Cota non dovrebbe più poter occupare quella poltrona, e si ritroverebbe in men che non si dica senza più alcuna poltrona (quella di deputato e quella di governatore) sotto il sedere. Si attendono ulteriori sviluppi, che non sono così certi; infatti il tutto si potrebbe risolvere con un nulla di fatto, oppure con delle nuove elezioni, io spero per la seconda opzione, più costosa ma più giusta.
Nel frattempo il popolo di centro-destra, che ha appoggiato Cota, ha già fatto svariate fiaccolate in favore del loro presidente, giusto per mettere le solite pressioni alla magistratura.
"Il popolo è sovrano" - dicono; ma il popolo è sovrano nel rispetto delle leggi, quando queste non vengono rispettate il popolo non può e non deve essere sovrano.
Dopo le irregolarità riscontrate per le liste di Roma e della Lombardia, viene fuori un altro scandalo, quanti ne mancano ancora?
Ma proprio non ce la fanno a vincere senza imbrogliare?
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Giusto per la cronaca; chi ha organizzato la lista "Pensionati per Cota" è un certo Michele Giovine, consigliere uscente, che già nel 2005 era stato indagato per un fatto identico, la falsificazione delle firme, cavandosela con la prescrizione (a seguito di una legge fatta ad hoc). Speriamo che almeno questa volta, questo losco figuro, non la passi liscia.
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